#51

Penna a sfera su foglietto

Il trattamento che la critica listografica ha riservato alla lista #51 ha avuto un andamento parabolico, passando da livelli di ossessione interpretativa parossistica a un improvviso disinteresse urgentemente autoindotto.
La storia che sta dietro questa parabola è indicativa di una tendenza latente nell’establishment accademico a riversare un surplus esegetico in certe opere, quasi un inconscio desiderio di essere testimoni e interpreti di un nuovo “caso” artistico frutto di una suprema sensibilità autoriale. È, quella della lista #51, una vicenda paradigmatica in tal senso che merita di essere raccontata.
Fin dal suo ritrovamento la succitata lista si ritagliò una crescente fama per il suo contenuto oscuro e ben presto ci si rese conto che non si trattava solo di una lista criptica, ma di una lista a tutti gli effetti indecifrabile, un manoscritto Voynich nelle vesti di memorandum merceologico. Quale urgenza espressiva portava l’autore a dispiegare questo farfugliamento elencatorio, a scarabocchiare questa serie di morfemi nei quali a malapena ritroviamo traccia del nostro alfabeto latino?
Le migliori menti della critica listografica si presero a cuore la soluzione di questo mistero, affrontando le otto righe in questione con tutti gli strumenti messi a disposizione dalla disciplina ermeneutica e crittografica. Nessuna ipotesi fu scartata a priori, ogni supposizione esplicativa sembrava potenzialmente degna di credibilità.
Per un certo periodo fu in auge la congettura che nel foglietto fosse dispiegato qualcosa di simile a un sortilegio runico, pur traslitterato in un alfabeto a noi vagamente familiare. Tuttavia, esperti di scritti esoterici interpellati in merito smentirono questa lettura.
Degna di nota parve anche la possibilità che l’autore avesse voluto rappresentare su lista della spesa il dramma di chi è afflitto dall’afasia di Wernicke o da una simile lesione all’area cerebrale deputata al linguaggio. Figure di spicco nella neurologia applicata a cui fu chiesta un’opinione furono però scettiche a riguardo.
Si pensò allora di concentrarsi più sul significante che sul significato, ipotizzando malattie neurodegenerative o manifestazioni di delirium tremens da alcolista come spiegazione per quei tratti scomposti e quindi incomprensibili, ma in questo caso furono gli esperti di grafologia a non essere convinti del tutto.
Insomma, la chiave per la decifrazione di questa lista si prestava a diventare la nuova Stele di Rosetta della listografia, e lo studioso che fosse riuscito nell’impresa traduttiva sarebbe diventato uno Champollion contemporaneo degno di fama eterna.
Questa infruttuosa sfida tra accademici si sarebbe protratta per chissà quanto ancora, se non fosse stata resa vana da una folgorazione occorsa proprio al curatore di questa rassegna, folgorazione che lo portò a comprendere in modo definitivo, lapalissiano e inconfutabile le ovvie ragioni che stanno alla base dell’impenetrabilità di quest’opera.
Ossia che che si tratta, sic et simpliciter, dello scritto di un medico.

Lista #51 - Penna a sfera su foglietto

Ci sono già 3 commenti:

  1. Egregio, date le mie recenti e sfortunatemente ripetute esperienze con medici di ogni sorta mi permetto di aveìanzare l’ipotesi che la prima voce sia simmenthal.

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