#53

Penna a sfera su foglio A4 tagliato

Questa lista è anche conosciuta con il titolo Noi e loro

In questa lista dalla misurata verve compositiva l’autore ha tratteggiato con mano veloce un lungo elenco di prodotti divisi per gruppi, seguendo una logica ripartitiva di natura merceologica. Alle linee di separazione orizzontali che delimitano i vari gruppi di articoli fa da contrappunto un netto taglio intersecante che attraversa il foglio dividendolo a metà e conferendo all’opera un certo dinamismo.
A una prima lettura questo taglio – elemento drammatico di contrapposizione – sembra incongruente rispetto al contenuto dell’opera, che allude invece a un contesto di serena convivialità. Dall’insieme delle voci presenti siamo infatti portati a ritenere che questo sia un promemoria per l’acquisto dell’occorrente in vista di una cena in compagnia: dovizia di pani e focacce, candele che creano un ambiente intimo e rilassante, freschi ortaggi per abbondanti insalate, pietanze per diversi primi e secondi e, dulcis in fundo, gli ingredienti per un tiramisù.

Ci basta però osservare con più attenzione il contenuto dell’opera per scorgere un elemento disturbante, di contrapposizione e di latente conflitto. Un elemento piccolo, nascosto tra le numerose voci, ma bastevole a conferire un retrogusto inaspettato all’insieme. All’improvviso quello che abbiamo davanti non è più la promessa di uno spensierato banchetto amicale (o meglio: non è solo questo), ma lo specchio di come tendiamo sempre più ad anteporci a quelli che definiamo con sufficienza “loro”, considerando chiunque non rientri nella sfera del “noi” come un’espressione di inopportuna alterità.
“Bistecche per noi” e “cordon blu (sic) per loro” leggiamo a un certo punto dell’elenco.
Dunque a rovinare un clima idilliaco sono proprio questi “loro”, che nel foglio sono simbolicamente posizionati molto più in basso rispetto a “noi”.
Questi “loro” che, sì, accogliamo alla nostra tavolata, ma ipocritamente, riservandogli dei preconfezionati cordon bleu rispetto alle più pregiate bistecche che teniamo da parte per “noi”.
Questi “loro” che non degniamo nemmeno di un nome proprio, riguardo che concediamo perfino a Ciccio, il gatto di casa che ha una sezione tutta sua nella lista.
Insomma, quello che l’autore vuole sottintendere è che questi sono tempi di contrapposizione verso coloro che sempre più spesso, per diffidenza o per egoismo, vengono etichettati come “loro”.
Non stupiamoci quindi della frattura che attraversa la lista. È solo un modo per rappresentare un’altra frattura, quella metaforica creata dalla malcelata insofferenza nei confronti degli “altri” che affligge la nostra società.

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