#58, #59, #60

Penna a sfera su frammenti di foglio

Definire naïf l’universo figurativo nel quale opera l’autore delle tre liste qui mostrate sarebbe riduttivo. Esso rappresenta piuttosto lo specchio del vissuto esperienziale del listografo: un vissuto denso di energia ancestrale, che trabocca di una violenza espressiva tipica di quelle anime semplici e belluine che si sentono aliene – e in una certa misura minacciate – dalla complessità della società contemporanea.
Questa società contemporanea è infatti vista dall’autore come un qualcosa di elusivo e ostile, le cui regole (in primis quelle linguistico-morfologiche) gli risultano imperscrutabili.
Osserviamo quindi il dispiegarsi di un segno dalla rozzezza al contempo fiera e impacciata – ma proprio per questo sommamente espressivo – che porta in scena quel limitato universo merceologico caro all’autore.
Il listografo si rifugia in quei pochi articoli che gli scatenano un afflato nostalgico per un epoca lontana improntata a una spesa quasi di sussistenza, articoli che egli strapazza graficamente e ortograficamente con la libertà che ci si concede solo verso ciò che riteniamo più familiare. Addirittura certe voci sono così trasfigurate da risultare indecifrabili (lista a destra), altre si trasformano in neologismi formati dall’unione di due parole (prima lista a sinistra).
E comunque quasi ogni termine listato è storpiato con una perseveranza che si potrebbe definire pappagoniana, a ricordarci che dietro questa composizione c’è la sensibilità selvatica di uno spirito primitivo che cerca di scendere a patti con un mondo che non capisce più e dal quale non viene a sua volta capito.

Liste #58, #59, #60 - Penna a sfera su frammenti di carta

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